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Intorno alla stessa mensa

 

La vocazione dei laici maristi di Champagnat
2009-06-06: Commissione Internazionale

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Il campus della Columbia University di New York è il luogo scelto da Chaim Potok per il suo romanzo “The Promise”. Il libro racconta la storia di Reuven Malter, un giovane curioso e riflessivo che studia da rabbino, e il suo amico Danny Saunders, per il quale le decisioni prese nella sua vita hanno finito per distaccarlo dalla comunità ebraica chassidica a cui appartiene.

 

In tutta la storia, Potok invita i lettori a farsi pellegrini con Reuven e Danny, accompagnandoli nelle lotte e nei conflitti che sorgono inevitabilmente quando le tradizioni della loro fede, si scontrano con i valori del mondo degli anni '50. “The Promise” ha molto a che fare con la questione dell'identità - anche se l'autore non usa questo termine - e con il cammino che tutti dobbiamo percorrere per raggiungerla.


Fin dai tempi del Concilio Vaticano II, molti laici cattolici che si sforzano di trovare un nuovo spazio all'interno della Chiesa, hanno compiuto un viaggio che non è molto diverso dai personaggi dell’opera di Potock. Le ragioni sono evidenti. Prima di quello storico evento ecclesiale, vi era l'idea che solo i sacerdoti e i religiosi "avevano una vocazione", come soleva dirsi, mentre i membri del laicato, non avevano ricevuto alcuna chiamata specifica nella loro vita. Per fortuna, quando arrivò il momento per la chiusura del Concilio questo concetto erroneo era già stato corretto, e ei laici, almeno in teoria, era stato restituito il loro giusto posto nella Chiesa.

 

Da allora, molto è stato fatto in vista di chiarire l'identità dei laici e il loro ruolo nella Chiesa. Costi quello che costi, questo è un compito che dobbiamo portare a compimento, perché i documenti conciliari sono di una trasparenza assoluta a questo proposito: la chiamata alla santità è universale, per la grazia del battesimo ognuno di noi ha un ruolo attivo nell’unica missione della Chiesa, che è quello di proclamare il Regno di Dio e la sua immanenza.


Negli anni successivi al Concilio, non poche persone che cercavano di risolvere la questione della propria identità trovarono nel carisma di altre congregazioni religiose un porto sicuro. Nello stesso tempo i religiosi e le religiose diventavano sempre più consapevoli che i doni che avevano ispirato i loro istituti per così lungo tempo erano, in realtà, doni di Dio per tutta la Chiesa.


Credo che il documento “Intorno alla stessa mensa - La vocazione dei laici di Maristi di Champagnat” offrirà un grande contributo per illuminare le nostre discussioni circa la vocazione dei laici nella Chiesa. E, cosa più importante, aiuterà tutti noi a procedere più decisi verso una maggiore stima del ruolo rilevante che il laicato marista svolge oggi vivendo assieme ai fratelli il carisma e lo slancio apostolico, che è giunto alla nostra Chiesa attraverso San Marcellino Champagnat.


Il documento, elaborato dai membri del comitato di redazione, comprende le riflessioni di un gruppo molto più ampio di laici Maristi. Il suo contenuto si basa anche sull'esperienza quotidiana vissuta da uomini e donne provenienti da tutte le parti dell'Istituto. Tutto ciò dà al testo un sapore ricco e internazionale; le molteplici testimonianze personali che punteggiano queste pagine portano il lettore a sentirsi più vicino ai problemi presentati.


Dio ha suscitato, visibilmente, ai nostri giorni vocazioni di laici maristi. Essi troveranno in questo opuscolo una guida che li aiuterà ad apprezzare, sempre di più, il dono che hanno ricevuto da Dio, e offrirà loro l'opportunità di approfondire almeno tre elementi significativi che caratterizzano la loro chiamata: la missione, la spiritualità e la vita condivisa.


Vi incoraggio a leggere questo documento e di usarlo per la vostra riflessione, sia personalmente che in gruppo. Speriamo sia la prima di una lunga serie di pubblicazioni scritte da laici maristi di tutto il mondo. Vorrei che a tutti servisse come promemoria della vitalità e viabilità del carisma che è giunto alla Chiesa mediante Marcellino, e dal quale traiamo ciascuno la propria identità di marista, fratelli e laici.


Ringrazio i membri del comitato di redazione di questo eccellente lavoro: Annie Girka (L'Hermitage), Bernadette Ropa (Melanesia), Carlos Navajas (America Centrale), José María Pérez Soba (Iberica), Sergio Schons (Rio Grande do Sul), ed i fratelli Afonso Murad (Brasil Centro-Norte) e Rémy Mbolipasiko (Afrique Centre-Est). Grazie anche a Anne Dooley (Melbourne), che formò parte della commissione durante buona parte del processo, così come a Noel Dabrera (South Asia), che ha anche collaborato in questo compito, ma è morto prima che potesse vederlo finito.


Grazie, in modo speciale, al fratello Pau Fornells, che ha coordinato il progetto dall'inizio alla fine. Senza i suoi sforzi, uniti a quelli dei suoi compagni, difficilmente questo documento avrebbe mai potuto vedere la luce del giorno. Tutti hanno dimostrato grande pazienza e perseveranza nello sviluppo dei testi, revisionandoli ripetutamente, nel rispetto delle scadenze previste. Sicuramente è stato un lavoro realizzato con tanto amore.


Esprimo anche la mia gratitudine al fratello Pedro Herreros e ai membri della Commissione per i Laici del Consiglio Generale e, successivamente, ai fratelli Emili Turu, Pedro Herreros, Juan Miguel Anaya e Cesar Henriquez, membri della ristrutturata Commissione di Missione e Laici, per i loro consigli e il costante sostegno offerto a coloro che partecipavano al progetto. I miei ringraziamenti, anche, al fratello Antonio Martínez Estaún, Direttore delle comunicazioni dell'Istituto, che ha riportato in immagini il lavoro della Commissione e ha fatto il disegno della pubblicazione.


Malter Reuven e Danny Saunders, i due giovani amici protagonisti del romanzo di Chaim Potok, hanno percorso un viaggio lungo e difficile, alla ricerca della propria identità. Noi che amiamo lo stile marista di vita e di missione abbiamo percorso tutto un cammino dal Concilio Vaticano II per costruire le nostre rispettive identità, e solo ora sta cominciando a dare i suoi frutti. Il documento “Intorno alla stessa mensa- La vocazione dei laici maristi di Champagnat” è una chiara dimostrazione di questa realtà. Il mio augurio è che i suoi contenuti possano arricchire la vostra comprensione della vita e della missione marista e stimolare la vostra fede.


Con affetto,

Brother Seán D. Sammon, FMS - Superiore Generale
Roma, 6 giugno 2009 - San Marcellino Champagnat

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