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26/07/2017: Italia

 

Bollettino della Comunità di Siracura - Progetto LaValla200>
26 luglio 2017

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Ciao a tutti.

Il 15/7 riceviamo un bella notizia: Ricardo Gómez Rincón (per gli amici Ricky) del Vene-zuela che ha partecipato con noi al corso LaValla 200> dello scorso anno, si trova a Roma per sbrigare le pratiche relative al suo per-messo di soggiorno in Italia e appena sarà possibile verrà a Siracusa. Ricky ha fatto i suoi studi a Roma, conosce l’italiano per cui il suo inserimento sarà semplice, ma per noi sarà soprattutto un compagno meraviglioso con cui desideriamo costruire qualcosa di bello.

Gabriel è partito domenica 16 luglio per fare un tratto del cammino di Santiago e partecipare in seguito al ritiro con i fratelli di Compostela, rientrerà alla fine del mese. Le foto che ogni giorno ci manda testimoniano la fatica e la gioia dell’avventura intrapresa. Mario invece è partito eri per Valencia dove parteciperà al ritiro organizzato dalla nostra Provincia e poi visiterà alcuni dei volontari spagnoli che ha conosciuto negli anni scorsi quando si trovava in Bolivia. Rientrerà il 9 agosto.

Le varie attività a favore dei minori continuano anche se in questo periodo sono un po’ rallentate, ma qualche extra merita di essere sottolineato: il campo scuola di Mario con il gruppo della parrocchia di Priolo, la giornata al mare con i ragazzi di Casa Freedom, la festa di chiusura delle attività con i bambini di Città Giardino, il pranzo con un gruppo di migranti a casa nostra con la classica gita ad Ortigia per gustare un buon gelato…

Ma oltre al calendario vorrei condividere con voi l’esperienza di Abdul-Salaam. È partito dal Senegal con la moglie e due figlie alla ricerca di una esistenza migliore di quella che era costretto a vivere nel suo paese. Non aveva con sé molto denaro e per questo il viaggio è durato più di un anno perché nelle città in cui passava si fermava per cercare lavoro e così racimolare qualche soldo per continuare il viaggio. La tappa più dura che ha vissuto sono stati i tre mesi trascorsi in Libia. Come tutti gli immigrati a nessuno piace ricordare questa tappa del viaggio, però mi fa vedere i segni delle torture subite ed il marchio a fuoco stampato sul braccio destro per poter essere riconosciuto immediatamente. Mi accenna però della moglie violentata un’infinità di volte davanti ai suoi occhi e a quelli delle bambine. Poi l’imbarco e la tragedia: la barca si capovolge e lui si ritrova solo con le bambine. Della moglie nessuna notizia.

Mentre parlo con lui, mi impressiona il senso di accettazione e di gratitudine verso Allah che – sono parole sue – “mi ha aiutato ad arrivare in Italia, mi ha lasciato le due bambine e si prende cura di noi: Allah è grande!” E lo ripete un’infinità di volte. E alla domanda se avesse bisogno di qualche cosa mi risponde che ha il necessario e che se Allah gli dona la salute, non gli serve nient’altro. Anche il paese in cui dovrà vivere gli è indifferente: “Dove Allah vuole!”.

E ripasso nella mente e nel cuore le volte che ho cambiato di comunità o che ho proposto ad altri fratelli di farlo. Quante paure nonostante il castello di sicurezze che ognuno di noi possiede: la casa, il lavoro, i confratelli … e fa una certa impressione sentirsi dire da uno che sicuramente mi passerà davanti nel regno dei cieli: “Dove Allah vuole” perché “Allah è grande!”. Papa Francesco istituendo la prima Giornata Mondiale dei Poveri (che celebreremo il 19 novembre 2017) termina il suo messaggio con questa affermazione: I poveri non sono un problema: sono una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo. Credo che sia vero anche per me che ho già vissuto i primi 50 anni di vita consacrata nell’Istituto dei Fratelli Maristi.

Ed ecco un fioretto siracusano. Gabriel giovedì 6 luglio si è recato a Catania per una partita di calcio con gli amici che ha conosciuto durante i vari corsi che l’università ha organizzato durante il corso dell’anno. L’invito a seguirlo non ha trovato la disponibilità di Mario che era impegnato nella preparazione di un campo scuola, né quella di Ono che ormai si è immatricolato negli over 70. Gabriel si è quindi rivolto ad uno dei ragazzi che noi abbiamo conosciuto appena giunti a Siracusa e con il quale, ancora oggi, siamo in contatto. Ha accettato volentieri e, terminata la partita Omar, questo è il nome del ragazzo, visibilmente contento e anche un po’ commosso dice a Gabriel: “Lo scorso anno, il 6 luglio, mi trovavo nel porto di Augusta mangiando un pezzo di pane duro. Non conoscevo nulla dell’Italia e non parlavo italiano. Un anno dopo sono qui a giocare a pallone con gli italiani e riesco a parlare con loro”. Omar è un ragazzo che abbiamo conosciuto a Casa Freedom (prima accoglienza), che poi è stato trasferito in una casa di seconda accoglienza. Quest’anno ha potuto seguire dei corsi serali e, il prossimo anno, avrà la possibilità di sostenere l’esame di licenza media. Si trova bene con noi e ogni tanto lo invitiamo a pranzo… Come sarebbe bello se tutti i minori che incontriamo potessero fare un percorso di crescita come il suo!

E per finire vi propongo due domande piuttosto imbarazzanti che mi hanno rivolto due ragazzi con i quali ho più confidenza. Due domande che mi hanno fatto male, ma che mi hanno dato l’occasione di essere non solo un semplice insegnante di italiano, ma un marista! Il primo mi dice: “Perché quando salgo sul pullman alcune persone si tappano il naso?” E l’altro che il giorno prima era andato al mare con un gruppo di amici. Dopo la rituale corsa goliardica per entrare in mare, ha dovuto prendere atto che il gruppo di ragazzi bianchi che stava nuotando ha fatto esattamente il contrario: i ragazzi in gruppo sono usciti dal mare e se ne sono andati. “Perché lo hanno fatto?”

Certamente questo non è un finale da ‘buone vacanze’ e forse potevo terminare con qualcosa di più allegro, ma è un finale di vita!

Non mi resta che salutarvi e alla mia voce si uniscono quelle di Gabriel e di Mario.

Un bacione a tutti.

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Fr. Onorino Rota

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