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12/02/2018: Italia

 

Bollettino della Comunità LaValla200> di Siracusa, Italia
PDF

10 febbraio 2018

 

Non sappiamo quanti di voi abbiano letto qualche romanzo di Dominique Lapierre. Ma in uno dei suoi best seller più famosi, La città della gioia, ci racconta di un prete, Paul Lambert, che decide di andare a vivere in uno dei peggiori slum di Calcutta per sperimentare come la gente vive concretamente la povertà. Ecco la sua descrizione:

“In quel gulag dove settecentomila persone lottavano per la sopravvivenza quotidiana, in quel quartiere che a volte assomigliava ad un lazzaretto, divorato dalla tubercolosi, dalla lebbra, dalla dissenteria, dalle piaghe e da tutte le malattie da carenza, in quell'ambiente talmente in- quinato che migliaia di sventurati non arrivavano a quarant'anni, c'era tutto da costruire. Ci voleva un dispensario e un lebbrosario. Bisognava distribuire il latte ai bambini che morivano per denutrizione, installare fontane d'acqua potabile, moltiplicare le latrine, espellere mucche e bufale propagatrici di tubercolosi... Le necessità urgenti erano infinite”. Paul, dopo un primo impatto, decide di chiedere agli abitanti dello slum, di che cosa veramente avessero bisogno e, al gruppo che cercava di aiutarlo, dice: “Ciascuno faccia un'indagine nel proprio quartiere per stabilire a quali necessità si debba dare la precedenza. I risultati furono noti tre giorni dopo. Erano concordi e unanimi. Le vere e urgenti necessità degli abitanti della città della gioia non erano quelle che s'immaginava Paul Lambert. Non erano le loro condizioni materiali di vita che volevano cambiare in primo luogo. Il cibo che attendevano avidamente non era destinato ai corpi rachitici dei loro figli, bensì al loro spirito. I sei sondaggi stavano ad indicare che la prima rivendicazione era la creazione di una scuola serale perché i loro figli che lavoravano nelle offi- cine, nelle botteghe e nei tea-shop del quartiere, potessero imparare a leggere e a scrivere”.

Vi riportiamo questo brano perché in quest’ultimo periodo stiamo riflettendo su come concre- tizzare meglio il nostro progetto, come orientare le nostre attività, cosa offrire ai ragazzi che incontriamo, come accoglierli, proteggerli ed integrarli, ma soprattutto come “essere capaci di interpretare la realtà con gli occhi di Dio, affinché ciò che facciamo non sia una attività evasiva rispetto ai problemi che vivono i ragazzi e neppure un hobby che segua le onde delle mode, del- le ideologie o dei nostri gusti. E non vorremmo neppure lavorare per rispondere a domande che nessuno si pone e lasciare senza risposte le esigenze vere di coloro che ci interpellano”.

Ed ora qualche notizia.

 

Gemellaggio Italia-Spagna

La comunità di Siracusa dal 26 dicembre al 4 gennaio si è “allargata”. Come abbiamo fatto? Semplice: tanto entusiasmo, poche esigenze, desiderio di fare, spirito di servi- zio e di condivisione e tanta, tanta amicizia, quella che neppure le frontiere che qualcu- no ha tracciato per dire dove finisce uno stato e dove ne inizia un altro, sono riuscite a bloccare. E poi in tutti c’era quello spirito di famiglia che solo chi vive lo spirito mari- sta riesce a trasmettere… e quindi, dal primo momento ci siamo sentiti in sintonia. È con que- sto clima abbiamo svolto le attività che normalmente la nostra comunità svolge, ma le abbia- mo fatte insieme. Abbiamo festeggiato con gioia il 2 gennaio ed in quel giorno ci siamo detti: “Se il padre Champagnat il 2 gennaio del 1817 avesse avuto a disposizione il gruppetto che ve- dete sopra…. Chissà a quanti guai sarebbe andato incontro”, ma, nonostante i 200 anni di ri- tardo (e non è colpa nostra) qualcosa di bello lo vogliamo realizzare anche noi, sognando come sognava lui. E vi possiamo assicurare che in questi giorni ci siamo riusciti.

 

Villa Mater Dei

A partire dall’inizio dell’anno andiamo due volte la settimana in un centro chiamato Villa Ma- ter Dei che la diocesi ha messo a disposizione per accogliere le famiglie dei migranti. Attual- mente il centro ospita diversi nuclei familiari: una sessantina di persone in tutto, con un folto numero di bambini che, appena ci vedono, ci corrono incontro con urla di gioia. Nessuno di lo- ro sa l’italiano, un certo numero conosce un po’ di francese o di inglese, ma molti parlano sol- tanto arabo. A noi hanno chiesto di insegnare loro un po’ d’italiano (che cosa potevano chie- dere a dei Fratelli Maristi delle Scuole?). Noi ci stiamo provando, ma non è così semplice come potrebbe sembrare a prima vista. Un esempio per tutti. Ricky s’è preso un gruppetto di siriani e libanesi (genitori e figli) che parlano solo arabo, che non sanno che cosa siano le lettere del nostro alfabeto, che si meravigliano che bisogna scrivere da sinistra verso destra, che la nostra prima pagina del quaderno è quella che loro ritengono l’ultima… Ma l’altro giorno con un po’ di ottimismo commentava: “I bambini imparano velocemente, attraverso di loro penso di arri- vare anche ai genitori”. Coraggio Ricky!

 

Gabriel e Mario in Spagna

In occasione dell’Assemblea provinciale di gennaio a Guardamar, Gabriel e Mario sono andati in Spagna per rappresentare la nostra comunità e condividere con la provincia la missione che svolgiamo qui a Siracusa.

 

“Dulcis” in fundo

Giorni fa c’è stato uno sbarco e dalla nave sono stati portati a terra anche Christian e sua mamma. Christian è un maschietto di 6 mesi pieno di vita, mentre la mamma non aveva retto alle fatiche e alle violenze subite ed era morta durante il viaggio. Christian è stato trasportato all’ospedale di Siracusa e “adottato” dalla Croce Rossa in attesa di una famiglia che lo accolga. Gabriel, come volontario CRI, ha fatto il suo turno in ospedale e quando è tornato a casa ha portato con sé il sorriso e la vivacità del piccolo… C’è mancato poco, ma abbiamo proprio ri- schiato di diventare 5 in comunità.

Anche questa volta vogliamo ringraziare coloro che ci ricordano nella preghiera presso il Signore e la Buona Madre e coloro che sostengono le nostre attività con un aiuto finanziario: una fami- glia di Cesano, una di Domodossola e alcune di Granada. Grazie.

Un bacione ed un saluto a tutti da ☺no, Gabriel, Mario e Ricky.

Per eventuali donazioni:

Banca Prossima - Provincia d’Italia Fratelli Maristi FMS - IBAN IT66 N033 5901 6001 0000 0146 384

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