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26/03/2018: Italia

 

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Coloro che mi conoscono sanno che non sono un teledipendente e che, giunto ad una certa ora, soprattutto ad una certa età, gli occhi tendono a chiudersi e preferisco lasciare il divano per andare a dormire in un posto più confortevole. Neppure il festival di Sanremo ha fatto eccezione. Ma un giorno Stefano mi ha mandato una mail con un link e una frase che mi ha incu- riosito: “L’ho guardato, mi sono commosso, ho pensato a te e ho pregato per te”. Stuzzicato ho cliccato https://www.eurofestivalnews.com/2018/03/15/eurovision-2018-ecco-come-il-testo-nella-versione-da-3-minuti-di-non-mi-avete-fatto-niente/. Grazie Stefano!

Quante idee in Non mi avete fatto niente”, ma dentro di me è sorto un imperativo: contro ogni terrore che ostacola il cammino vorrei che il mondo si rialzasse con il sorriso di uno di quei bambini che incontro tutti i giorni”. Ed il ritornello mi riporta tanto a quella scena del giudizio finale quando Gesù ci dirà che il “non mi avete fatto niente” è davvero troppo poco. Sì, perché la vita si costruisce su ciò che sifa!

Ma anche le parole dell’altra canzone “Stiamo tutti bene” sono state per me delle pennellate che hanno messo in evidenza la realtà che spesso la nostra comunità tocca con mano. Sì, è esattamente il caso di Ibrahim che mentre sbarca dalla nave che lo ha salvato, non riesce a capire perché non

può scendere con la sua mamma che da due giorni dorme avvolta in una coperta bianca, e si aggrappa al papà che, con l’indice sulle labbra, gli dice di non parlare forte e di non piangere per non svegliare la mamma perché è molto stanca e deve dormire. “Non ha mai visto nessuno dormire così tanto” dice ingenuamente Mario, il bimbo della canzone. Mirkoeilcane ci confida che la storia non è inventata, che Mario è una persona concreta che lui conosce. Uno dei tanti immigrati che ne è venuto fuori, che ha saputo rifarsi una vita e che adesso svolge un’attività a Roma.

Questo è davvero un augurio di Buona Pasqua, concreto senza troppe colombe, campanili e rondinelle, un passaggio dalla morte alla vita. Lo scorso anno Papa Francesco nel messaggio  del giorno di Pasqua diceva: “Il Pastore Risorto… si fa carico di quanti sono vittime di antiche e nuove schiavitù: lavori disumani, traffici illeciti, sfruttamento e discriminazione, gravi dipendenze. Si fa carico dei bambini e degli adolescenti che vengono privati della loro spensieratezza per essere sfruttati e di chi ha il cuore ferito per le violenze che subisce entro le mura della propria casa. Il Risorto si fa compagno di strada di quanti sono costretti a lasciare la propria terra a causa di conflitti armati, di attacchi terroristici, di carestie, di regimi oppressivi. A questi migranti forzati Egli fa incontrare dei fratelli sotto ogni cielo, per condividere il pane e la speranza nel camminareinsieme”.

L’esperienza che stiamo vivendo a Siracusa ci dice che il pane lo si trova con una certa facilità, ma non potete immaginare quanto sia difficile caricarsi di speranza e condividerla. La speranza è diventata una merce rara e quella poca che anche noi facciamo fatica a racimolare rischia di cadere su di un terreno poco idoneo alla sua crescita.

I ragazzi che incontriamo ci hanno parlato spesso delle torture subite in Libia e alcune volte abbiamo potuto verificarne gli effetti sul loro corpo. In questi giorni forse anche voi avete visto alcuni video raccapriccianti apparsi nella web. Parlo del video che ci mostra quel migrante che giace a terra nudo, mentre un uomo gli fa colare sulla schiena della plastica fusa che si stacca da una bottiglia in fiamme. Le urla sono strazianti, il corpo del giovane si contorce a contatto con il materiale rovente. A riprendere la scena con il cellulare sono gli stessi carcerieri che vogliono inviare il video alle famiglie per obbligarle a pagare un riscatto per liberare i loro cari.

Molti di questi ragazzi, i più fortunati, sono arrivati in Italia, ma stanno perdendo la speranza. Come vi abbiamo già raccontato, la maggioranza dei minori che sono sbarcati hanno dichiarato di essere nati il 1° gennaio 2000: era un’astuzia che assicurava loro di poter rimanere in Italia fino al raggiungimento della maggiore età con la certezza che avrebbero ottenuto i documenti necessari per rimanere o espatriare. Ma la lentezza della burocrazia italiana ha fatto sì che la maggior parte di questi ragazzi dopo più di un anno non ha ancora alcun documento e con il nuovo quadro politico emerso in quest’ultimo periodo, la maggior parte si vede rifiutare dalla commissione esaminatrice il permesso di soggiorno (anche se questo è un espediente occupazionale che obbliga il minore a ricorrere in appello e chiedere un altro processo…). Ma di fronte alla possibilità di un eventuale rimpatrio la maggior parte dei ragazzi è terrorizzata e la nostra comunità si chiede: “Come possiamo essere per loro un segno di speranza? Come possiamo far capire che sperare non è un’utopia, ma un dovere…”.

Nonostante questa atmosfera un po’ cupa che si respira un po’ ovunque, la nostra comunità non solo va avanti, ma è alla ricerca di strade nuove per rispondere alle vere esigenze del momento. In pentola bollono diverse iniziative che, prima di lanciarle ufficialmente, dovranno essere vagliate dai nostri superiori. La voglia di fare e l’entusiasmo non mancano: aspettiamo solo l’ok e quando partiremo… chiederemo la vostra collaborazione che sicuramente sarà grande. Non pensate solo al portafoglio…, ci servono preghiere, idee, e magari una mano che potrete venire a darci! Ma di questo, a Dio piacendo, ne riparleremo più tardi.

Non posso terminare questa lettera, un po’ diversa dalle altre, ricordando a me a voi che il 25 marzo ci ricorda la festa dell’Annunciazione. Anche noi, come Maria, ci chiediamo: “Come è possibile?”. Se guardo a me stesso, un po’ di tremarella mi viene, ma se rivolgo lo sguardo più  in alto mi sento rispondere: “Nulla è impossibile a Dio”… e vado avanti, come spero che ognuno di voi faccia nelle inevitabili difficoltà che la vita cipresenta.

È l’augurio che formulo per me, ma anche per tutti voi: Buttiamoci nelle mani di Dio, è la cosa più straordinaria e più sicura che ognuno di noi può fare!

Vi mando un bacione e tanti auguri di una Santa Pasqua e a me si uniscono quelli di Gabriel, Mario e Ricky e, in questi giorni, anche quelli di Bruno. Ciao.

☺no

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